Una telefonata, la promessa di un viaggio gratuito, un invito in hotel per ritirare un coupon.
Poi una lunga presentazione commerciale, pressioni insistenti e un contratto da quasi 20.000 euro per entrare in un “club vacanze” valido fino al 2053.
È la vicenda finita davanti al Tribunale di Ancona, che ha dato ragione ai consumatori dichiarando nullo il contratto di “vacanze a lungo termine”.
Una decisione importante per chi si trova coinvolto in offerte aggressive di resort, multiproprietà o club vacanza (per maggiori informazioni o una valutazione della vicenda, scrivi a multiproprieta@consumatoreinformato.it).
a.- Il caso: dal “premio gratuito” a un contratto trentennale
Tutto inizia con una classica telefonata promozionale: una coppia viene informata di aver vinto una vacanza gratuita da ritirare durante un evento in hotel.
Una volta arrivati, però, i consumatori partecipano a una presentazione commerciale dedicata a un sistema di vacanze in resort internazionali, descritto come conveniente, flessibile e persino redditizio.
I promotori parlano infatti di un presunto “investimento”: la settimana vacanza, secondo quanto promesso, potrebbe essere affittata o rivenduta recuperando i costi sostenuti.
Dopo ulteriori incontri a domicilio, arriva la firma dei documenti.
Ma i problemi emergono presto:
- oltre 19.000 euro versati;
- nessuna reale possibilità di ottenere i vantaggi promessi;
- difficoltà di prenotazione;
- obbligo di pagare spese annuali di gestione;
- iscrizione al club valida fino al 2053;
- settimana “floating”, quindi senza periodo garantito;
- nessuna concreta possibilità di rivendere il diritto acquistato.
Quando i consumatori comprendono la reale portata dell’impegno economico, chiedono chiarimenti e la restituzione delle somme. Nel frattempo, la società entra addirittura in liquidazione giudiziale.