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mercoledì 28 giugno 2017

Ti hanno proposto il finanziamento per pagarti la multiproprietà? la Cassazione interviene in tuo favore

Nuovo ed interessante intervento della Suprema Corte di Cassazione in materia di vendita di multiproprietà (o altri certificati vacanza).

Non di rado, infatti, la vendita di questi particolari prodotti vacanza viene accompagnata dalla sollecitazione alla sottoscrizione di un contratto di credito al consumo (finanziamento personale), con il quale il consumatore può pagare la  sua multiproprietà in "comode" rate.

Cosa succede, in particolare?

Si presenta alla porta il promotore della società che ti vuole vendere la multiproprietà, e dopo averti "assediato" per alcune ore sull'opportunità di sottoscrivere il contratto, ti sottopone il  modulo per  la firma.

E qui il consumatore si rivolge al promotore con la famigerata "uscita": "non abbiamo i soldi per comprare questa multiproprietà", convinto che tale ultima affermazione possa fare desistere il venditore.

E  invece no!.....qui scatta la proposta finanziamento (a meno che non ti siano proposte le cambiali....insomma, "barba e capelli" ti viene proposto in qualsiasi  modo) attraverso una finanziaria.

Il promotore ti dice: tranquillo che abbiamo una finanziaria che ti può concedere la somma nello spazio di qualche giorno/settimana......e quindi, oltre a firmare il contratto di acquisto del certificato vacanza, ti trovi a firmare anche il contratto di finanziamento.

A volte, questa firma interviene qualche giorno dopo in una filiale della banca dove venite invitati per la firma del contratto di finanziamento (con tanto di assicurazione).

Come abbiamo sostenuto in più circostanze su questo blog, questo contratto di finanziamento è necessariamente collegato a quello di acquisto del diritto vacanza, in quanto il consumatore "si vede costretto" ad accendere il credito al consumo per permettersi il prezioso "certificato" di iscrizione al club.

Va da sé che se è possibile dimostrare che il contratto di acquisto del certificato vacanza (multiproprietà o diritto turnario) non è valido, diviene non valido anche il collegato contratto di finanziamento.

La Cassazione, con un importante e recente intervento, ha riaffermato questo principio, chiarendo che i contratti di credito al consumo finalizzati all'acquisto di un bene o servizio devono essere dichiarati nulli/risolti nel caso di nullità o risoluzione di quello principale. Tale soluzione può  (deve) essere adottata dal giudice, a prescindere dalla sussistenza di una esclusiva del finanziatore nella concessione del credito ai clienti dei fornitori.

Quindi, se acquistate un certificato di iscrizione ad un club, o una multiproprietà, e la pagate con un finanziamento, se il contratto principale non è stato adempiuto totalmente (ad esempio vi dicono che potete prenotare in qualsiasi parte dell'anno ed invece non è vero), è possibile ottenere anche la restituzione dei soldi versati con il finanziamento.

Qui di seguito la sentenza.

giovedì 11 agosto 2016

New Club Elite - il contratto di acquisto non rispetta la legge? l'iscrizione non è valida ..... e i consumatori ottengono la restituzione dei soldi

Il Tribunale di Mantova consolida il suo orientamento, considerando privi di validità i contratti di vendita dei certificati di New Club Elite, in quanto contrari al Codice del Consumo.

Il caso affrontato dal giudice riguarda la vendita, come in altre circostanze, di un certificato da parte dell'allora Dreams (divenuta in seguito Your Project Dream) a due consumatori mantovani, invitati in un albergo nelle vicinanze di Cerese.

Il giudice, presa visione del contratto, ha ritenuto non valido il contratto perché privo di chiare informazioni idonee a consentire all'acquirente di poter comprendere la tipologia di diritto vacanza oggetto di sollecitazione.

Tali informazioni, generiche e contraddittorie, violano le norme del Codice del Consumo previste in questa materia, così come correttamente osservato dal Tribunale, secondo il quale i documenti informativi devono essere precisi, trasparenti e completi.

Aggiunge il Tribunale di Mantova che "deve nel caso in esame deve trovare applicazione altresì il disposto di cui agli artt. 70 e 71 del Codice del Consumo, atteso che i ricorrenti hanno stipulato il contratto nella loro veste di consumatori, essendo evidente come il modello contrattuale intercorso tra le parti sia da ricondursi alla c.d. "multiproprietà" disciplinata al D.Lgs. 427/98.", cosicché, il contratto deve includere una serie di informazioni necessari sotto il profilo della validità della vendita

Tale carenza comporta, per il giudice, la nullità dell'acquisto del certificato New Club Elite, ma nel caso di specie anche la restituzione dei denari spesi dai consumatori, i quali avevano finanziato l'acquisto attraverso un finanziamento con Carifin: il giudice, seguendo altri giudici (vedi), ha ritenuto esistere un collegamento tra il finanziamento e il contratto di acquisto, ed ha dichiarato altresì nullo il contratto di finanziamento, ordinando alla finanziaria la restituzione ai consumatori delle rate rimborsate.

lunedì 14 marzo 2016

Ancora Milano - nullo il contratto, cancellata l'iscrizione a New Club Elite e restituiti i soldi del finanziamento

Ancora una volta vi segnaliamo una nuova sentenza del Tribunale di Milano che ha provveduto alla cancellazione dell'iscrizione di due consumatori dall'iscrizione a New Club Elite fino al 31 dicembre 2053. Nel caso di specie, due consumatori milanesi erano stati contattati telefonicamente da un promotore della società Dreams Travel S.r.l., il quale li invitava a partecipare ad un evento presso un albergo cittadino.

I consumatori si recavano presso l'hotel convinti di ricevere un omaggio vacanza e niente più, ed invece in quella sede scoprivano di essere protagonisti di un evento presentazione di un non chiaro diritto vacanza chiamato New Club Elite.

E dopo un successivo incontro presso l'abitazione dei consumatori, questi ultimi venivano convinti a sottoscrivere il contratto di acquisto di questo particolare diritto vacanza.

Il diritto vacanza veniva pagato dai consumatori attraverso un contratto di finanziamento, sottoscritto contestualmente all'atto di acquisto del certificato vacanza.

Il Tribunale di Milano, chiamato a valutare la regolarità del contratto sottoscritto dai consumatori, ha considerato privo di validità l'accordo per evidente carenza di uno degli elementi fondamentali: l'oggetto.

Il Giudice milanese, in particolare, sostiene che dalla lettura del contratto di Dreams Travel "Non risulta in alcun modo determinato il periodo dell'anno durante il quale il cliente avrebbe potuto usufruire del servizio, limitandosi il contratto ad indicare tutte le settimane dell'anno. Né tantomeno è possibile rilevare le modalità di prenotazione della settimana vacanza, in quanto dalla documentazione sottoscritta dai ricorrenti si evince solo il riferimento ad alcuni membri di telefono del servizio clienti, senza previsioni per l'ipotesi di mancanza di disponibilità nella struttura nel periodo richiesto dal titolare del "certiifcato"".

E con la dichiarazione di nullità del contratto, il giudice milanese ha dichiarato che i consumatori sono esonerati dal pagamento delle spese di gestione, e devono essere cancellati da New Club Elite.

Ma il Tribunale di Milano va oltre, e dopo aver dichiarato nullo il contratto di acquisto del certificato vacanza ha condannato la finanziaria a restituire i soldi del finanziamento ai consumatori, dichiarando altresì nullo il contratto di credito al consumo (sul punto, vedi qui).

Per maggiori informazioni, potete scrivere a multiproprieta@consumatoreinformato.it

venerdì 4 dicembre 2015

Certificato Santo Domingo - è nullo il contratto di acquisto........ma non quello di finanziamento

La sentenza che vi proponiamo di seguito ci consente di trattare un argomento molto delicato, ossia quali  sono le conseguenze nel caso in cui il giudice ci dia torto, respingendo le nostre richieste.

Chiunque si sia trovato costretto a confrontarsi con il sistema giustizia, sia come attore che nella veste di convenuto, si è chiesto (od ha chiesto all'avvocato): ma posso vincere?

Quando vi recate da un avvocato (o una associazione di categoria, o anche un consulente legale), uno dei quesiti che ponete al professionista è "quante possibilità abbiamo di vincere la causa?". 

Un serio professionista vi deve informare su tutti i rischi che si corrono quando avviamo una controversia legale, chiarendovi che non esiste una certezza assoluta (il famoso "100%") di vittoria.


Non esiste alcuna certezza assoluta di vincere una causa prima di iniziarla, e chi vi dice "questa la vinciamo di sicuro", vi sta raccontando una falsità.

Infatti, come già scritto in precedenza, esistono rischi e pericoli che accompagnano un procedimento civile e che devono essere tenuti in debita considerazione.

Quali? Qui di seguito, alcuni rischi collegati alla causa civile, prendendo ad esempio, in conclusione, la recente sentenza pronunciata dal Tribunale di Milano.

(a) Esiste una generale "alea di rischio" per chi chiede giustizia al giudice

Quando decidete di andare per giudici dovete sapere che esiste un generale, e non cancellabile, rischio di poter perdere la causa per qualsiasi motivo.

In altri termini, dovete comprendere che anche se vi siete affidati al miglior avvocato, non è lui che scrive la sentenza, ma un'altra persona: il giudice.

E il giudice può vedere le cose in maniera diversa e per voi non favorevole, e può decidere di darvi torto, anche se siete convinti di disporre di ottime ragioni per ottenere un esito positivo.

In conclusione, diffidate dell'avvocato che vi assicura, oltre ogni ombra di dubbio, la vittoria della causa, perché esiste sempre e comunque un potenziale pericolo di non ottenere il risultato sperato, e quindi perdere la causa, od ottenere una vittoria diversa (inferiore) a quella prospettata dal professionista.

(b) Gli specifici rischi giuridici della causa

Oltre al generale rischio di poter arrivare ad un giudizio diverso da quello sperato, dovete ricordare che quando avviate una controversia legale contro un'altra persona (o una società), vi sono una serie di questioni/problemi di natura giuridica che devono essere risolti dal giudice e che, in ultima istanza, possono divenire decisivi per la soluzione, favorevole o meno, del vostro fascicolo.

Si tratta di questioni di diritto che il vostro legale deve conoscere, o dovrebbe, e che può esporvi sin da subito, in quanto si traducono in specifici rischi della causa.

E sono rischi che dovete cercare di conoscere e, unitamente al professionista a cui affidate l'incarico, decidere se affrontare o meno prima di avviare la lite legale.

Stiamo parlando di questioni processuali, ovvero problemi del processo, e questioni di merito, ossia peculiari problemi giuridici connessi alla vostra specifica storia, e che potrebbero condizionare, in modo decisivo, l'esito del giudizio finale.

Di solito, l'avvocato non affronta con voi tutte le questioni giuridiche, anche perché non avete tutte le competenze specifiche per poter comprendere alcuni aspetti tecnici.

Ma quando si tratta di questioni rilevanti, dalla cui soluzione dipende l'esito positivo della controversia, il legale non può nascondervele e voi avete il diritto di essere informati ed esprimere un consenso consapevole.

E quindi, non esitate a chiedere spiegazioni al vostro legale in merito ad eventuali rischi della causa, oppure un chiarimento rispetto agli effetti collegati alla causa.

Ricordatevi, infatti, che nel processo civile italiano prevale il principio secondo il quale "Il giudice, con la sentenza che chiude il processo davanti a lui, condanna la parte soccombente al rimborso delle spese a favore dell'altra parte......" (art. 91 c.p.c.).

In altre parole, CHI PERDE PAGA!

(c) Un esempio di rischio della causa - il Tribunale dichiara nullo il contratto di vendita di un certificato di associazione.......ma non quello di finanziamento.

Ed ora passiamo ad un esempio di rischi collegati all'azione legale e come, con poco, si può ottenere un risultato non conforme a quello sperato dal consumatore.

Il caso affrontato dal Tribunale di Milano ha ad oggetto un contratto di acquisto di un certificato di associazione a Santo Domingo da parte di un consumatore milanese, avvenuto nell'anno 2009.

Il nostro amico consumatore si faceva convincere dai promotori della società venditrice ad acquistare questo particolare prodotto vacanza, anche se avanzava agli stessi un dubbio: "non dispongo subito della somma per acquistare la vacanza". 

Nessun problema. I promotori fanno firmare al nostro consumatore milanese un contratto di finanziamento, mediante il quale finanzia parte rilevante del contratto di acquisto del diritto vacanza.

Ora, se avete già letto altri interventi del blog, dovreste sapere che esistono molte sentenze ove è stato stabilito che questi contratti di vendita di diritti vacanza non sono validi (nulli) perché non rispettano le regole previste dal Codice del Consumo (un esempio? clicca qui).

Ed i giudici italiani, applicando il diritto comunitario, in molte circostanze hanno accertato l'esistenza di un collegamento tra il contratto di acquisto del diritto vacanza e quello con il quale il consumatore "paga" l'acquisto: il contratto di finanziamento.

Quale conseguenza? contratto di vendita  del certificato vacanza non valido=contratto collegato a contratto di finanziamento=contratto di finanziamento non valido.

E quindi, la nullità del contratto di finanziamento legittima il nostro consumatore ad ottenere la restituzione dei denari ottenuti dalla banca (un esempio? clicca qui). 

E quindi, anche il nostro amico milanese si è rivolto al Tribunale di Milano fiducioso che il giudice, accertata la nullità del contratto di vendita del diritto vacanza, riconoscesse l'esistenza del collegamento negoziale tra i due contratti, dichiarando nullo anche il finanziamento, con conseguente restituzione della somma finanziata.

Eccovi un esempio ove il giudice non decide in senso totalmente favorevole al consumatore, ed anzi quest'ultimo rimane con il classico "pugno di mosche in mano", costretto a pagare le spese di lite.

Ma come è arrivato il Tribunale di Milano a negare le aspettative del consumatore?

Nella causa consumatore vs. venditore certificato Santo Domingo e Banca, il giudice decide che:

a. il contratto di vendita del certificato di Santo Domingo non è valido, perché viola le norme del Codice del Consumo, e comunque l'oggetto del contratto non è determinato, violando le regole del Codice Civile. Conseguenza, la società venditrice viene condannata a restituire la somma pagata dal nostro consumatore. Queste società, però, non dispongono di alcun patrimonio da aggredire, tant'è che è quasi impossibile recuperare le somme dal venditore.

b. il contratto di finanziamento, invece, è valido poiché il Tribunale di Milano, pur riconoscendo l'esistenza di numerose sentenze ove è stato accertato il collegamento negoziale, ritiene che il consumatore non abbia fornito alcuna prova che i due contratti siano strettamente connessi tra loro.

Di conseguenza, accertata l'autonomia del contratto di finanziamento rispetto a quello di vendita, questi non può essere dichiarato nullo.


c. il consumatore, anche se aveva vinto contro la società venditrice, è rimasto soccombente verso la banca, venendo condannato a pagare le spese legali verso la finanziaria.

Da qui, potete comprendere come vi possono essere molte questioni, vicende, problematiche che condizionano, a volte in modo determinante, la vita di una causa legale, portando ad un risultato diverso da quello sperato (ed auspicato) dal consumatore.

Qui interviene anche la già citata "alea di rischio" collegata all'azione legale che si conclude con la decisione del giudice che potrebbe disattendere le nostre speranze, e che dovete tenere sempre in debita considerazione quando iniziate la vostra esperienza con la giustizia italiana.

Di seguito, la sentenza del Tribunale di Milano.

venerdì 10 luglio 2015

Acquisto certificato Directa Interpost - nullo il finanziamento per l'acquisto della multiproprietà

Il contratto di finanziamento deve descrivere in modo chiaro e trasparente il bene finanziato, al fine di consentire sia alla finanziaria, che al consumatore di poter controllare la validità del contratto.

Questo principio è stato ribadito dal Tribunale di Treviso nella sentenza resa contro la società Carifin e la Directa Interpost, ossia il promotore che ha venduto certificati vacanza, simili a multiproprietà, a numerosi consumatori del Triveneto.

Abbiamo già trattato la vicenda Directa Interpost (vedi), enfatizzando le gravi conseguenze contrattuali che hanno condotto il giudice trevigiano a dichiarare radicalmente nullo il contratto di acquisto del diritto vacanza realizzato da due consumatori trevigiani.

Con la medesima sentenza, il Tribunale di Treviso ha dichiarato nullo il contratto di finanziamento per violazione delle norme in materia bancaria previste ratione temporis all'atto della sottoscrizione del modulo di Carifin.

Dai documenti versati in atti risulta, infatti, che i consumatori avevano firmato il contratto di finanziamento, in assenza di una specifica descrizione del diritto vacanza oggetto di finanziamento, e destinato all'esclusivo acquisto del certificato vacanza di Directa Interpost.

Il giudice ha considerato nullo il finanziamento, ordinando alla banca di restituire tutti i soldi ai consumatori, affermando che "Questo tipo di mutuo, che è un contratto obbligatorio e non reale, vede la finalità dell'erogazione della somma inseriti nel sinallagma contrattuale e di conseguenza se viene meno il contratto per cui il mutuo è stato concesso, il mutuante è legittimato a chiedere la restituzione della somma mutuata non al mutuatario, che di essa non ha sostanzialmente beneficiato, ma direttamente ed esclusivamente al venditore che rispetto al mutuo appare terzo, ma che invece di esso direttamente beneficia".

Per tali ragioni, il Giudice del Tribunale di Treviso ha ordinato a Carifin di provvedere alla restituzione ai consumatori di tutte le somme versate a titolo di finanziamento.

Qui la sentenza.

mercoledì 4 febbraio 2015

New Club Elite/Dreams Club - anche il Tribunale di Genova dichiara nulli quei contratti e.......

Altra importante vittoria giudiziaria contro la società Dreams Club (o Dream Travel), ovvero il soggetto giuridico che ha sollecitato e venduto in Italia certificati New Club Elite a molti consumatori.

Il Tribunale di Genova, con un recente provvedimento, ha ribadito alcuni importanti principi, e cioé:

(1) Il contratto di vendita del certificato New Club Elite è nullo per gravi violazioni di legge;
(2) Dream Club deve essere condannata a cancellare, a proprie spese, il nominativo dei consumatori dal registro dei soci di "New Club Elite".
(3) il consumatore non deve più versare le spese di gestione.
(4) La società che ha finanziato l'acquisto del certificato di associazione (C.... spa) deve restituire ai nostri consumatori l'importo oggetto di finanziamento.

Questi principi si stanno affermando nei tribunali italiani ed è importante renderli noti, al fine di chiarire che esiste, con le difficoltà del caso, una possibilità di ottenere giustizia per coloro che sono rimasti coinvolti in questo incauto acquisto.

La vicenda, uguale ad altre, riguarda alcuni consumatori genovesi che, nell'aprile del 2009 venivano contattati telefonicamente da un promotore della società Dream Club, il quale comunicava loro di aver vinto un premio e di doversi recare presso un albergo di Genova per il ritiro.

La coppia si recava presso questo hotel, ed in quella sede scopriva di essere stata invitata ad un incontro organizzato per vendere un non chiaro diritto di godimento da utilizzare in una delle strutture alberghiere del circuito New Club Elite.

Ai due sfortunati consumatori veniva riferito che a tutti i partecipanti all'evento previsto per quel giorno veniva data la possibilità di ottenere una particolare promozione, con la quale sarebbe stato possibile effettuare le vacanze presso uno dei villaggi turistici previsti dagli itinerari del New Club Elite Limited e del circuito New Club Elite Platinum.

Tale offerta veniva proposta ad un prezzo eccezionale valevole solo per il giorno dell'incontro.

I consumatori genovesi concordavano un appuntamento presso la propria abitazione con un promotore dell'allora società Dream Club, il quale si presentava all'appuntamento e riusciva a convincere i consumatori ad acquistare il diritto vacanza.

E l'acquisto si perfezionava anche se gli acquirenti non disponevano immediatamente dell'intero importo richiesto, superiore ai 16.000,00 euro, e di non poter affrontare un impegno così gravoso.

Il promotore, preso atto dell'impossibilità di poter far fronte all'impegno da parte degli acquirenti, non si scomponeva e rispondeva così: "Non disponete dell'intero importo immediatamente? nessun problema. Vi propongo un finanziamento con questa società".

E così, i consumatori sottoscrivevano un contratto di finanziamento per l'intero importo, impegnandosi a restituire la somma finanziata "in sole 84 rate mensili".

In seguito Dreams Club s.r.l inviava agli acquirenti il certificato di iscrizione al New Club Elite.

Solo dopo aver non utilizzato questo diritto, i signori di Genova si rendevano conto di dover pagare le spese di gestione annuali (superiori a 380 euro) e le rate mensili del finanziamento, pari a 359 euro al mese.

Il Tribunale di Genova, chiamato a decidere questa vicenda, ha dato ragione alle lamentele sollevate dai consumatori, ed ha ritenuto che i contratti sottoscritti nel 2009 siano contrari al Codice Civile e al Codice del Consumo, e quindi devono essere considerati non validi e privi di ogni effetto giuridico verso i consumatori.

Il Tribunale di Genova ha così concluso:

"dichiara la nullità del contratto di compravendita, avente ad oggetto il certificato al New Club Elite Limited, a norma degli articoli 1346 in combinato disposto con l'art. 1418 c.c., nonché in base agli articoli 70-71-72 del Codice del Consumo.

Dichiara la nullità del contratto di finanziamento stipulato con C. Italia S.p.a. in liquidazione, a mente dell'art. 124 TUB (ante riforma) e per l'effetto condanna Y. P. D. srl (già Dream Club), in persona del legale rappresentante pro tempore, alla restituzione della somma pari ad euro xxxxx, oltre interessi legale a fare data dall'avvenuto versamento sino all'effettivo soddisfo e alla cancellazione, a proprie spese, del nominativo dei ricorrenti dal Registro dei titolari di certificato di associazione presso New Club Elite.

Condanna la C..... S.p.a. in liquidazione, in persona del legale rappresentante pro tempore, alla restituzione della somma di euro xxxx, ....oltre interessi legali.....".

Ed in un attimo, i consumatori genovesi si sono liberati del certificato di associazione e sono riusciti ad ottenere la restituzione della somma spesa per questo incauto acquisto.

giovedì 8 agosto 2013

New Club Elite: il giudice libera i consumatori dal contratto.....e restituisce loro i soldi!

Girando in internet è facile trovare forum dove la domanda è la seguente

“Mi posso liberare del contratto con New Club Elite?”

I titolari di questo diritto vacanza, commercializzato dalla società Dreams, prima, e successivamente dalla Rubino Srl (poi Golden Crown), è uno dei prodotti del settore più venduti, e che sta costringendo i consumatori a pagare inutili spese di gestione annuali.

Per maggiori informazioni, scrivi a info@consumatoreinformato.it

Si sprecano, quindi, i post in rete dove ci si confronta per trovare una soluzione definitiva, con chi racconta la propria storia, e chi propone soluzioni più o meno assurde.

Non manca, inoltre, la solita proposta di rottamazione attraverso una società che si limita ad operare una mera cessione a titolo gratuito del diritto vacanza, salvo farsi pagare laute commissioni per il proprio servizio.

E le storie si moltiplicano, come chi ha acquistato New Club Elite, sottoscrivendo cambiali per poter pagare il prezzo pattuito; o ancora chi si è affidato ad un legale solo per ottenere il riconoscimento del proprio diritto vacanza.

Non manca chi si rammarica di essere stato contattato telefonicamente da qualche promotore, al fin di poter ottenere il famigerato “certificato”, salvo poi accorgersi di possedere un mero pezzo di carta.

I forum si concludono con la solita affermazione “non esiste alcuna possibilità di poter uscire dal contratto di Club Elite” e quindi si è costretti a rimanere legati a questo rapporto contrattuale, versando spese annuali che, anno dopo anno, diventano sempre più elevate.

Ancora una volta, e con estremo piacere, possiamo citare una recente sentenza pronunciata dal Tribunale di Mantova, con la quale due consumatori virgiliani hanno ottenuto un risultato eccezionale, vedendosi liberati dalla multiproprietà ed ottenendo la restituzione di parte consistente della somma pagata per l'acquisto di un certificato New Club Elite.

Il caso affrontato dal giudice mantovano ha ad oggetto la vendita di un certificato di associazione a New Club Elite, realizzato attraverso la società Dreams Club (anche Dreams Travel), soggetto che ha sollecitato l'acquisto di questi prodotti vacanza in diverse città d'Italia e la cui attività è stata oggetto di condanna anche a Genova di recente (vedi).
  1. La vicenda
La vicenda inizia sempre con la medesima modalità, ossia i consumatori vengono contattati telefonicamente ed invitati in un hotel vicino a Mantova per il ritiro di un omaggio.

Si recano presso la struttura convinti di dover ritirare il regalo, e invece incontrano alcuni promotori della società Dreams Club che propongono loro l'acquisto di un diritto di godimento di un appartamento in vari villaggi della New Club Elite.

I promotori insistono nella loro proposta, sostenendo che tale contratto avrebbe permesso ai consumatori di poter effettuare periodi di vacanza in vari villaggi turistici della New Club Elite Limited e del circuito New Club Elite Platinum.

I consumatori, inoltre, potevano scambiare il proprio diritto vacanza, acquistato con il certificato di partecipazione a New Club Elite, attraverso il circuito Interval.

Questi ultimi riuscivano a farsi convincere a rinviare per la decisione al giorno successivo, allorché vi sarebbe stato un nuovo appuntamento presso la loro abitazione.

E il giorno successivo, alla presenza di una promotrice di Dreams Club s.r.l., i consumatori si facevano convincere a sottoscrivere il contratto di acquisto di “certificato” con il quale agli acquirenti veniva attribuito il diritto ad utilizzare un appartamento con due posti letto, per una settimana l’anno, in “periodi settimanali floating”.

L'importo di acquisto era di oltre 15000,00 euro, che i malcapitati consumatori dovevano pagare alla società Dreams Club.

Ma i consumatori dichiaravano candidamente alla dipendente della società “Noi non disponiamo di questa cifra”.

E altrettanto candidamente, quest'ultima rispondeva “Tranquilli, possiamo fare un finanziamento”, si che la somma veniva concessa dalla finanziaria Carifin, con contratto firmato lo stesso giorno.

I consumatori hanno provato, negli anni, ad utilizzare il diritto vacanza ottenuto, ma non hanno mai potuto prenotare alcuna settimana vacanza, in quanto ogni richiesta veniva respinta dal servizio prenotazioni di New Club Elite.

In altri termini, i due consumatori sono stati costretti a pagare il finanziamento per ottenere un diritto vacanza dal quale non hanno mai tratto alcun effettivo vantaggio.

E alla fine, stretti dalle richieste di pagamento delle spese annuali, hanno deciso di intentare causa contro la società venditrice e contro la finanziaria.

  1. Tribunale di Mantova – Il contratto di vendita del certificato New Club Elite e il contratto di finanziamento sono nulli
Il Tribunale di Mantova ha accolto le domande proposte dagli attori, dichiarando la nullità sia del contratto di vendita del certificato New Club Elite, che del contratto di finanziamento sottoscritto dai consumatori con Carifin.

Il Giudice, dopo aver attentamente controllato i contratti firmati dai consumatori, ha ritenuto che è legittima la richiesta di questi ultimi ad ottenere la restituzione del prezzo versato.

Il contratto di vendita del certificato New Club Elite è stato considerato nullo dal Tribunale di Mantova per indeterminatezza dell'oggetto, in quanto “dalla lettura del contratto non emerge infatti alcun elemento sicuro sul diritto acquistato dai ricorrenti, consistente in un “certificato” che attribuirebbe il diritto di godere e utilizzare per un periodo di una settimana all'anno di una suite/appartamento in “uno dei complessi turistici residenziali facenti parte del club “New elite” e “in periodi ricompresi tra la n. 1 e la n. 52 di ogni anno solare da stabilirsi annualmente (settimane variabili floating)”.

Il Tribunale virgiliano ha considerato totalmente generico l'oggetto di tale contratto, in quanto lo stesso non prevede in modo preciso né i luoghi ove l'acquirente può godere del suo diritto, né le modalità di godimento.

Il Giudice ha anche ritenuto del tutto generico il diritto di godimento descritto dal contratto, con riferimento alla natura del diritto venduto, alle condizioni d'esercizio, alla tipologia di immobili e ai servizi offerti e al periodo di godimento.

Tutte queste evidenti carenze contrattuali hanno portato il Giudice a ritenere totalmente invalido il contratto di acquisto del certificato New Club Elite, sottoscritto tra i consumatori e l'allora Dreams Club.


Il Tribunale di Mantova, però, si è spinto oltre ed ha considerato altresì nullo il contratto di finanziamento sottoscritto, sostenendo l'esistenza di un collegamento funzionale tra il finanziamento e l'acquisto del certificato vacanza: “Nonostante infatti nel contratto di finanziamento la descrizione sia del tutto generica (Club Elite), non è contestata la finalità del finanziamento e gli importi corrispondono esattamente a quanto pattuito in entrambi i contratti. Non vi sono quindi ostacoli a ritenere l'evidente collegamento dei due contratti con le conseguenze pacificamente ricondotte dalla giurisprudenza al collegamento negoziale.....”.

Il Giudice, in buona sostanza, ha intravisto un collegamento inscindibile tra i due contratti, si che il secondo (finanziamento) poteva trovare origine e fondamento solo dall'esistenza del primo (contratto di acquisto del certificato).

Conseguentemente, accertata e dichiarata la nullità del contratto di acquisto del prodotto New Club Elite, tale effetto deve ricadere anche verso il contratto sottoscritto tra i consumatori e la Carifin.

  1. Considerazioni conclusive – Con la sentenza non si devono più pagare le spese annuali e si può ottenere la restituzione della somma pagata per l'acquisto del certificato New Club Elite
In buona sostanza, cosa hanno ottenuto i nostri amici mantovani che hanno deciso di agire in giudizio nei confronti di Dreams e Carifin?

a. non fanno più parte di questa circuito;
b. non devono più pagare a New Club Elite le spese di gestione annuale degli anni precedenti;
c. non dovranno più pagare le spese di gestione per gli anni successivi;
d. hanno ottenuto la restituzione di oltre il 90% della somma versata.

Lasciamo a voi ogni ulteriore commento.

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