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venerdì 4 agosto 2017

Anche Vacanze S.r.l. non esiste più!

Anche la società Vacanze S.r.l., una di quelle che ha venduto più certificati New Club Elite negli ultimi  anni, è  stata cancellata dal Registro delle Imprese.

La società  romana è stata oggetto di fallimento  concluso lo scorso febbraio, al cui esito si è proceduto alla sua cancellazione, con conseguente estinzione del soggetto giuridico da parte del curatore fallimentare.

Qui di seguito, la comunicazione dell'Agenzia delle Entrate.



mercoledì 19 luglio 2017

New Club Elite - Milano continua a cancellare i certificati

Il Tribunale di Milano prosegue con il proprio orientamento che considera non validi gli schemi contrattuali che hanno accompagnato la vendita (iscrizione) al noto club inglese, New  Club Elite.

Il giudice milanese ha avuto modo di valutare i modelli contrattuali delle diverse società che, negli anni, si sono alternate nella promozione di questo diritto vacanza a Milano e dintorni.

Il Tribunale è giunto al medesimo risultato:
1. contratto non valido;
2. assenza di ogni obbligo al pagamento delle spese presso New Club Elite;
3. ordine alla società venditrice di procedere alla cancellazione del consumatore dal club.

Vediamo alcuni casi particolari affrontati, in questi ultimi anni, dal Tribunale di Milano.

(a) Vacanze S.r.l.: quel contratto è troppo generico

Il Tribunale di Milano, nel valutare il format di vendita di Vacanze S.r.l., ha dichiarato non valido il contratto di vendita, rilevando che "non è affatto possibile comprendere in cosa consistano i servizi offerti dalla società contraente agli odierni ricorrenti quali oggetto di un non meglio individuato diritto di “occupare, godere e utilizzare in modo pieno ed esclusivo”. Neanche alla luce delle altre clausole contrattuali e del regolamento convenzionale interamente considerato, si è in grado di stabilire con esattezza la tipologia dei servizi ricompresi nella “tipologia basic”; come del resto vengono indicati in maniera generica il periodo e i luoghi nei quali il diritto acquisito può essere esercitato.".

E quante volte da parte dei promotori non è stato chiarito, durante gli incontri, l'estensione del diritto vacanza, la modalità di prenotazione, e l'esistenza dei costi connessi all'acquisto del certificato?

Un contratto troppo generico vuol dire un contratto non valido.

(b) GLM S.r.l.: quali sono i servizi ricompresi in "basic"?

 "Dal regolamento contrattuale quindi non traspare in cosa consistano i “servizi offerti con tipologia basic” queste sono le parole utilizzate dal Tribunale per porsi un dubbio: ma quando acquisto un certificato "basic", in realtà di cosa sono entrato in possesso?

A leggere il modello contrattuale di GLM, l'acquirente diventa proprietario di una generica gamma di servizi "basic", senza però delineare quali vantaggi siano acquisiti dal consumatore.

(c) Free Freedom S.r.l.: il contratto non è valido? quali conseguenze

Ma quando il giudice riconosce che il contratto che hai firmato presenta delle gravi carenze giuridiche, quali sono le conseguenze?

Il Tribunale di Milano lo chiarisce:
A. "dalla declaratoria di nullità del contratto deriva il riconoscimento del diritto dei ricorrenti alla ripetizione delle somme versate in adempimento dell’obbligazione pecuniaria in esso prevista, pari a xxxxxx euro, oltre interessi legali dalla domanda;".


B. "dev’essere del pari accolta la domanda di esonero dei ricorrenti dal pagamento delle spese di gestione a favore della New Club Elite e,".

C. "altresì, la domanda di condanna della resistente a procedere nel termine di dieci giorni dalla notifica della presente ordinanza alla cancellazione del nominativo dei ricorrenti dal registro dei titolari di certificato di associazione presso New Club Elite;"

sabato 22 ottobre 2016

Anche a Bologna viene dichiarato nullo il contratto New Club Elite....e Intesa Sanpaolo condannata a restituire i soldi del finanziamento

Un nuovo contratto di iscrizione a New Club Elite è stato dichiarato nullo da un giudice italiano che ha altresì dichiarato che il consumatore non sarà più tenuto a pagare le spese di gestione annuali in favore del club.

Il Tribunale di Bologna, con un recente provvedimento, è stato chiamato a valutare una vendita del certificato vacanza attraverso l'allora Team Work for Travel S.r.l., successivamente divenuta Vacanze S.r.l., dichiarando l'invalidità del contratto e, di fatto, escludendo i consumatori da ogni futuro obbligo di pagamento delle spese di gestione in favore di New Club Elite.

Il Tribunale di Bologna, notoriamente severo in questa materia, ha valutato in modo completo tutte le eccezioni e difese svolte dal consumatore, ritenendo fondate le contestazioni evidenziate in merito alla carenza di informazioni e, in particolare, alla scarsa trasparenza dell'oggetto del contratto.

Il giudice, a tal proposito, ha osservato che dalla lettura del documento sottoscritto dai consumatori non sia possibile comprendere se "il contratto attribuisca un diritto reale o personale di godimento dell'immobile ovvero un diritto reale su un attestato che attribuisce il diritto dell'immobile ovvero la qualità di associato ad un ente proprietario dell'immobile;".

Tale carenze, a parere del giudice, sono sufficienti a far ritenere invalido, e privo di effetti, il contratto con conseguente diritto da parte dei consumatori di non dover pagare alcuna spesa di gestione futura: "dichiara che gli attori non sono tenuti al pagamento delle spese di gestione del New Club Elite Limited".

venerdì 4 dicembre 2015

Certificato Santo Domingo - è nullo il contratto di acquisto........ma non quello di finanziamento

La sentenza che vi proponiamo di seguito ci consente di trattare un argomento molto delicato, ossia quali  sono le conseguenze nel caso in cui il giudice ci dia torto, respingendo le nostre richieste.

Chiunque si sia trovato costretto a confrontarsi con il sistema giustizia, sia come attore che nella veste di convenuto, si è chiesto (od ha chiesto all'avvocato): ma posso vincere?

Quando vi recate da un avvocato (o una associazione di categoria, o anche un consulente legale), uno dei quesiti che ponete al professionista è "quante possibilità abbiamo di vincere la causa?". 

Un serio professionista vi deve informare su tutti i rischi che si corrono quando avviamo una controversia legale, chiarendovi che non esiste una certezza assoluta (il famoso "100%") di vittoria.


Non esiste alcuna certezza assoluta di vincere una causa prima di iniziarla, e chi vi dice "questa la vinciamo di sicuro", vi sta raccontando una falsità.

Infatti, come già scritto in precedenza, esistono rischi e pericoli che accompagnano un procedimento civile e che devono essere tenuti in debita considerazione.

Quali? Qui di seguito, alcuni rischi collegati alla causa civile, prendendo ad esempio, in conclusione, la recente sentenza pronunciata dal Tribunale di Milano.

(a) Esiste una generale "alea di rischio" per chi chiede giustizia al giudice

Quando decidete di andare per giudici dovete sapere che esiste un generale, e non cancellabile, rischio di poter perdere la causa per qualsiasi motivo.

In altri termini, dovete comprendere che anche se vi siete affidati al miglior avvocato, non è lui che scrive la sentenza, ma un'altra persona: il giudice.

E il giudice può vedere le cose in maniera diversa e per voi non favorevole, e può decidere di darvi torto, anche se siete convinti di disporre di ottime ragioni per ottenere un esito positivo.

In conclusione, diffidate dell'avvocato che vi assicura, oltre ogni ombra di dubbio, la vittoria della causa, perché esiste sempre e comunque un potenziale pericolo di non ottenere il risultato sperato, e quindi perdere la causa, od ottenere una vittoria diversa (inferiore) a quella prospettata dal professionista.

(b) Gli specifici rischi giuridici della causa

Oltre al generale rischio di poter arrivare ad un giudizio diverso da quello sperato, dovete ricordare che quando avviate una controversia legale contro un'altra persona (o una società), vi sono una serie di questioni/problemi di natura giuridica che devono essere risolti dal giudice e che, in ultima istanza, possono divenire decisivi per la soluzione, favorevole o meno, del vostro fascicolo.

Si tratta di questioni di diritto che il vostro legale deve conoscere, o dovrebbe, e che può esporvi sin da subito, in quanto si traducono in specifici rischi della causa.

E sono rischi che dovete cercare di conoscere e, unitamente al professionista a cui affidate l'incarico, decidere se affrontare o meno prima di avviare la lite legale.

Stiamo parlando di questioni processuali, ovvero problemi del processo, e questioni di merito, ossia peculiari problemi giuridici connessi alla vostra specifica storia, e che potrebbero condizionare, in modo decisivo, l'esito del giudizio finale.

Di solito, l'avvocato non affronta con voi tutte le questioni giuridiche, anche perché non avete tutte le competenze specifiche per poter comprendere alcuni aspetti tecnici.

Ma quando si tratta di questioni rilevanti, dalla cui soluzione dipende l'esito positivo della controversia, il legale non può nascondervele e voi avete il diritto di essere informati ed esprimere un consenso consapevole.

E quindi, non esitate a chiedere spiegazioni al vostro legale in merito ad eventuali rischi della causa, oppure un chiarimento rispetto agli effetti collegati alla causa.

Ricordatevi, infatti, che nel processo civile italiano prevale il principio secondo il quale "Il giudice, con la sentenza che chiude il processo davanti a lui, condanna la parte soccombente al rimborso delle spese a favore dell'altra parte......" (art. 91 c.p.c.).

In altre parole, CHI PERDE PAGA!

(c) Un esempio di rischio della causa - il Tribunale dichiara nullo il contratto di vendita di un certificato di associazione.......ma non quello di finanziamento.

Ed ora passiamo ad un esempio di rischi collegati all'azione legale e come, con poco, si può ottenere un risultato non conforme a quello sperato dal consumatore.

Il caso affrontato dal Tribunale di Milano ha ad oggetto un contratto di acquisto di un certificato di associazione a Santo Domingo da parte di un consumatore milanese, avvenuto nell'anno 2009.

Il nostro amico consumatore si faceva convincere dai promotori della società venditrice ad acquistare questo particolare prodotto vacanza, anche se avanzava agli stessi un dubbio: "non dispongo subito della somma per acquistare la vacanza". 

Nessun problema. I promotori fanno firmare al nostro consumatore milanese un contratto di finanziamento, mediante il quale finanzia parte rilevante del contratto di acquisto del diritto vacanza.

Ora, se avete già letto altri interventi del blog, dovreste sapere che esistono molte sentenze ove è stato stabilito che questi contratti di vendita di diritti vacanza non sono validi (nulli) perché non rispettano le regole previste dal Codice del Consumo (un esempio? clicca qui).

Ed i giudici italiani, applicando il diritto comunitario, in molte circostanze hanno accertato l'esistenza di un collegamento tra il contratto di acquisto del diritto vacanza e quello con il quale il consumatore "paga" l'acquisto: il contratto di finanziamento.

Quale conseguenza? contratto di vendita  del certificato vacanza non valido=contratto collegato a contratto di finanziamento=contratto di finanziamento non valido.

E quindi, la nullità del contratto di finanziamento legittima il nostro consumatore ad ottenere la restituzione dei denari ottenuti dalla banca (un esempio? clicca qui). 

E quindi, anche il nostro amico milanese si è rivolto al Tribunale di Milano fiducioso che il giudice, accertata la nullità del contratto di vendita del diritto vacanza, riconoscesse l'esistenza del collegamento negoziale tra i due contratti, dichiarando nullo anche il finanziamento, con conseguente restituzione della somma finanziata.

Eccovi un esempio ove il giudice non decide in senso totalmente favorevole al consumatore, ed anzi quest'ultimo rimane con il classico "pugno di mosche in mano", costretto a pagare le spese di lite.

Ma come è arrivato il Tribunale di Milano a negare le aspettative del consumatore?

Nella causa consumatore vs. venditore certificato Santo Domingo e Banca, il giudice decide che:

a. il contratto di vendita del certificato di Santo Domingo non è valido, perché viola le norme del Codice del Consumo, e comunque l'oggetto del contratto non è determinato, violando le regole del Codice Civile. Conseguenza, la società venditrice viene condannata a restituire la somma pagata dal nostro consumatore. Queste società, però, non dispongono di alcun patrimonio da aggredire, tant'è che è quasi impossibile recuperare le somme dal venditore.

b. il contratto di finanziamento, invece, è valido poiché il Tribunale di Milano, pur riconoscendo l'esistenza di numerose sentenze ove è stato accertato il collegamento negoziale, ritiene che il consumatore non abbia fornito alcuna prova che i due contratti siano strettamente connessi tra loro.

Di conseguenza, accertata l'autonomia del contratto di finanziamento rispetto a quello di vendita, questi non può essere dichiarato nullo.


c. il consumatore, anche se aveva vinto contro la società venditrice, è rimasto soccombente verso la banca, venendo condannato a pagare le spese legali verso la finanziaria.

Da qui, potete comprendere come vi possono essere molte questioni, vicende, problematiche che condizionano, a volte in modo determinante, la vita di una causa legale, portando ad un risultato diverso da quello sperato (ed auspicato) dal consumatore.

Qui interviene anche la già citata "alea di rischio" collegata all'azione legale che si conclude con la decisione del giudice che potrebbe disattendere le nostre speranze, e che dovete tenere sempre in debita considerazione quando iniziate la vostra esperienza con la giustizia italiana.

Di seguito, la sentenza del Tribunale di Milano.

venerdì 6 novembre 2015

Vacanze Srl dichiarata fallita dal Tribunale di Roma

Vacanze S.r.l., società che ha attivamente operato nel mercato di vendita di certificati di associazione New Club Elite, nonché altri diritti vacanza, è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Roma, con apertura della procedura di chiusura del soggetto giuridico.


  • Vacanze S.r.l. & New Club Elite: i certificati venduti con diverse denominazione

La società ha proposto la vendita di attestati che attribuiscono al consumatore acquirente il generico diritto, alienabile e trasmettibile agli eredi (il che vuol dire tutto e niente) di occupare, godere ed utilizzare in modo pieno ed esclusivo, un appartamento per un periodo settimanale presso alcune strutture di New Club Elite, scelte tra una lista consegnata al cliente durante la vendita.

Uno degli aspetti più particolari di questa società è che ha sollecitato le vendite di questi prodotti vacanza, svolgendo evidente attività di promotrice, presentandosi con diverse denominazioni, quali Take & go S.r.l. o Team work for travel S.r.l..

La società ha offerto, oltre al citato certificato di iscrizione a New Club Elite, anche l'adesione al circuito Interval, operando in diverse città italiane, specialmente del nord - centro Italia.

In merito a questi contratti, avendo rilevato in molte circostanze irregolarità e violazioni del Codice del Consumo, ci siamo già attivati in favore dei nostri associati, i quali lamentano di non essere stati correttamente informati in merito alla natura del diritto oggetto di vendita (sul punto vedi qui).


  • Tribunale di Roma: Vacanze S.r.l. viene dichiarata fallita con provvedimento del 9 giugno 2015

La società Vacanze S.r.l. risulta essere stata dichiarata fallita con sentenza pronunciata dal Tribunale di Roma, lo scorso 9 giugno 2015.

In data 12 ottobre 2015, inoltre, si è tenuta l'udienza di esame del passivo della suddetta società, certificando l'avvio della procedura di chiusura di Vacanze S.r.l..

Vi invitiamo, quindi, a non prestare attenzione ad alcuna richiesta di pagamento di cambiali o assegni provenienti da persone che si vi contattano telefonicamente, presentandosi come incaricati di Vacanze S.r.l., in quanto solo il curatore fallimentare può avanzare delle pretese nei confronti dei debitori della società.

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