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giovedì 12 marzo 2026

Torino: certificato Getaway nullo e il consumatore non deve pagare più nulla

La recente sentenza del Tribunale di Torino, il quale ha disposto la cancellazione dei nominativi dei consumatori da Club Getaway, ci consente di tornare a segnalare una vicenda conosciuta dai consumatori coinvolti in queste vicende (multiproprieta@consumatoreinformato.it).

Negli ultimi anni molti consumatori ci hanno scrito, raccontandoci la loro storia ed in molti casi le esperienze sono molto simili: una telefonata, un invito a ritirare un buono vacanza, oppure una presentazione in hotel o a domicilio.

Durante l’incontro vengono prospettate vacanze scontate, possibilità di viaggiare in resort di pregio o addirittura l’opportunità di rivendere o scambiare il proprio diritto di soggiorno, ed una promessa: "provala....se non ti piace te la vendiamo noi, oppure te la ricompriamo. Ti ridiamo i soldi".

In quel contesto, spesso informale e persuasivo, viene proposta la sottoscrizione di un contratto per acquistare un certificato vacanza o aderire a un club turistico internazionale.

Solo dopo qualche tempo, però, molti consumatori scoprono la realtà

Arriva infatti un certificato che attesta l’iscrizione a un club vacanze e, soprattutto, emerge un elemento che non era stato compreso fino in fondo:

 l’obbligo di pagare spese di gestione annuali, anche per decenni


- Ma cosa sono i certificati vacanza (e perché nascono i problemi)

Questi prodotti si collocano nel mondo della multiproprietà e dei diritti di godimento turistico.

In teoria, acquistando il certificato si ottiene il diritto di utilizzare servizi turistici o soggiornare in strutture convenzionate per un certo periodo dell’anno.

Nella pratica, però, molti contratti si sono rivelati problematici perché:

  • non indicano con precisione le strutture turistiche disponibili
  • non spiegano come prenotare la settimana vacanza
  • non chiariscono quali servizi sono inclusi e quali a pagamento
  • indicano periodi di soggiorno variabili (“floating”) e non garantiti
  • impongono spese annuali obbligatorie per mantenere l’iscrizione

In sostanza, il consumatore firma senza sapere con esattezza quale diritto stia acquistando, anche perché ripone fiducia in quanto riferito verbalmente dai promotori di queste società.


- Le irregolarità più frequenti

Dalle vicende giudiziarie emerge uno schema ricorrente, così come accertato anche dal Tribunale di Torino

    a.- Documenti non consegnati

Il contratto richiama spesso regolamenti, statuti o dépliant che il consumatore non riceve in tempo utile per una valutazione prima della firma, non potendo anche accertare in modo indipendente ed autonomo la qualità delle informazioni ricevute.

Questo è un problema rilevante, così come accertato dal Tribunale di Torino nella vendita di un certificato di Club Getaway, in quanto il Codice del Consumo tutela il consumatore, obbligando la società venditrice a comunicare in anticipo tutte le informazioni al fine di consentire il consumatore ad accettare le condizioni contrattuali in modo pienamente consapevole.

    b.- Oggetto del contratto indeterminato

Qui troviamo uno degli aspetti cruciali di queste vicende, in quanto molti contratti non indicano in modo chiaro quali immobili o resort siano disponibili; quale tipo di alloggio sia garantito; quali servizi siano inclusi; quali costi aggiuntivi siano previsti

Se non è possibile capire cosa si stia acquistando, il contratto può essere nullo per indeterminatezza dell’oggetto, proprio perché non risulta comprensibile il tipo di rapporto che si crea tra le parti.

Dobbiamo rimarcare, sotto questo aspetto, che la decisione assunta di recente dal Tribunale di Torino è stata seguita anche da altri giudici italiani, i quali hanno affrontato situazioni analoghe e hanno accertato gravi carenze informative.

Secondo i giudici, quando il contratto non consente di comprendere quale diritto turistico venga realmente acquistato, esso non è valido.


- Contratto non valido - quali conseguenze vantaggiose per il consumatore

Ma quali sono le conseguenze che riguardano i consumatori nel caso di un contratto nullo per omessa informazione o per un oggetto non determinato?

Come chiarito da molti giudici, la prima conseguenza è la nullità del contratto, con conseguente obbligo alla restituzione le somme  pagate per l'iscrizione a Club Getaway.

Ma due altri effetti si producono con la nullità del contratto:

a) inesistenza dell’obbligo di pagare le spese di gestione

b) cancellazione dal registro di Club Getaway


- Acquisto certificato vacanza. Il lato umano della vicenda

Dietro questi casi non ci sono solo questioni giuridiche, ma anche delle vicende umane che riguardano molti consumatori, rimasti "freddati" da questo tipo di vicende.

E spesso parliamo di famiglie che credevano di aver acquistato un’opportunità di viaggio ed invece si trovano invece con richieste di pagamento annuali, con richiesta di solleciti o ricevono solleciti o diffide per spese che non comprendono (magari proposte via whatsapp o lettere formali di avvocati), senza poter prenotare in alcuna località perché ad agosto non c'è posto.

Molti raccontano di aver firmato con entusiasmo, convinti di fare un buon affare per le vacanze future salvo in seguito accorgersi che non vi è nulla di positivo e si è costretti a pagare le fatture annuali.

E non sempre si ha il coraggio di ribellarsi alla richiesta di pagamento delle spese di gestione, provenienti dall'estero, anche perché la società venditrice è nel frattempo scomparsa.

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